Sono un gabbiano che non appartiene a nessun paese.Nessuna spiaggia è la mia patria.Non mi affeziono a nessun luogo,volo di onda in onda....Elisabeth
dedicato interamente a Elisabetta, Amalia, Eugenia Wittelsbach, imperatrice d'Austria, regina di Ungheria e di Boemia, detta semplicemente Sissi e agli eventi e i personaggi del suo mondo.

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sabato 30 marzo 2013

Maria Sofia la sorella regina

Maria Sofia,Amalia nacque il 4 ottobre 1841, nel castello di Possenhofen, da Massimiliano e da Ludovica di Wittelsbach,  trascorse la giovinezza in Baviera; dal padre aveva ereditato l’amore per la natura, per la caccia, per i cavalli, i cani e i pappagalli. Era di carattere aperto, pronta a familiarizzare con le persone più umili, indipendente e anticonformista amava l'equitazione, il tabacco, la fotografia. Era molto bella, il corpo alto e snello, gli occhi ridenti, i lunghi capelli neri, l’espressione dolce


Come la sorella Sissi, Maria Sofia ebbe una educazione liberale. Amava lo sport: equitazione, nuoto, scherma e tiro con la carabina. Ma aveva più senso pratico, era meno riflessiva e meno amante della vita intellettuale. Come lei però aveva un carattere ribelle. Si pensi che fumava, cosa eccezionale per una donna di quei tempi.

Nel 1858, a 17 anni, fu promessa a Francesco di Borbone, duca di Calabria ed erede al trono delle Due Sicilie. Il matrimonio doveva rafforzare i legami con l’impero austriaco.
Maria Sofia non conosceva Francesco di persona, aveva avuto solo l’opportunità di vederlo raffigurato in una sua miniatura nella quale appariva d’aspetto gradevole.                            
                                       
   FRANCESCO DI BORBONE
 Francesco non era certo il principe che Maria Sofia sognava di sposare.Magro, lungo, curvo e con il volto giallastro, occhi smorti e sguardo cascante e sempre abbassato, goffo e sgraziato. La notte delle nozze e anche dopo non ci furono rapporti sessuali, dato che oltre alle altre cose , soffriva di fimosi. L’esuberanza di Maria Sofia comunque influì positivamente sul marito che si affezionò a lei.

                                FERDINANDO E MARIA SOFIA

Re Ferdinando muore a 49 anni e lascia al figlio incapace un trono traballante e circondato da una massa di gente ottusa e disonesta. Maria Sofia diventa regina di Napoli a soli 18 anni e subito entra in contrasto con la suocera, da parte sua Francesco si dimostra sempre più succube della matrigna.

     
Il conflitto tra le due regine si manifestò anche nello stile di vita: mentre Maria Teresa era austera, pia e tradizionalista, Maria Sofia fumava in pubblico, cavalcava, tirava di scherma e riempiva la reggia di cani, pappagalli e canarini; famosi erano i suoi tuffi nelle acque del porto militare. Elegante e raffinata, promosse un risveglio mondano della città, mentre la sua immagine appariva nelle cronache accanto a quelle delle imperatrici d’Austria e di Francia.
                                       





Intanto incalzano gli eventi politici, Maria Sofia è per la costituzione, ma non vuole sentir parlare di accordi con gli odiati Savoia e respinge anche ogni ipotesi di guerra con l’Austria di cui la sorella è  l'imperatrice. Quando Francesco si decide a concedere la costituzione è oramai era troppo tardi.
              MARIA SOFIA A GAETA   
Il 6 sett. 1860, alla vigilia dell’arrivo di Garibaldi a Napoli, la coppia reale si imbarca per Gaeta,e qui Maria Sofia incoraggia il re a guidare la difesa del Regno, in oltre cinque mesi di scontri con i Piemontesi,Francesco rivela un coraggio e una fermezza ammirevoli.La regina diventa il simbolo stesso della resistenza del Regno: vestita di un costume calabrese di foggia maschile, passa in mezzo ai soldati per incoraggiarli, decorando i più valorosi con nastrini da lei stessa confezionati.
 
 Caduta Gaeta nel 1861, Maria Sofia accompagnò a Roma il marito e qui visse un'appassionata storia d'amore con un giovane conte belga, Armand de La Lawayss ufficiale della Guardia pontificia incaricato di vegliare sulla sua sicurezza.

 
 Così Maria Sofia si ritrovò incinta ad opera del suo amante e, per evitare lo scandalo, con il pretesto di una malattia da curare, tornò a Possenhofen per nascondere la gravidanza. Elisabetta e Matilde, le furono vicine mandando in tilt la tranquillità del buon duca Max, infastidito da tutto quel caos.
Dopo aver dato alla luce in gran segreto una bambina,c'è però chi sostiene che furono due gemelle e che una di esse sarebbe stata Maria Larisch,ritenuta da tutti la figlia del fratello Luigi e della moglie Henriette Mendel
                                  LA CONTESSA MARIA LARISCH
                         
Maria Sofia tornò infine da Francesco che insisteva nel riaverla accanto. Felice di ritrovare la moglie, Francesco accettò di farsi operare e nel 1869 nacque la loro unica figlia Maria Cristina Pia che visse solo tre mesi.
               IL BATTESIMO DI MARIA CRISTINA
Nel 1870 Maria Sofia lasciò definitivamente Francesco conducendo una vita errabonda tra Trieste, Ginevra, Londra e Parigi, spesso a fianco della sorella imperatrice. Nel 1878 i rapporti tra Maria Sofia e Elisabetta si incrinarono: tra le sorelle scoppiò un violento litigio che le portò a non rivolgersi la parola per molto tempo.
 
Dopo la morte del marito, di Sissi e dei suoi fratelli, Sofia si ritira con la sorella Matilde a vita privata a Parigi, costretta a vivere con una misera pensione che poi verrà sostituita dalle donazioni dei legittimisti borbonici. Alleva cavalli, ma anche organizza una rete di rapporti con terroristi ed anarchici (anche il famoso Enrico Malatesta, organizzatore dell’assassinio di Umberto I). Facevano parte di questa organizzazione anche alti prelati che non volevano l’unità d'Italia.Continua a nutrire un odio feroce nei confronti dei Savoia che l'avevano privata del suo regno.
  Ecco come la ricorda Maria Josè,moglie di Umberto di Savoia,sua pronipote :
 "Pallida ,vestita a lutto, ormai filiforme, l'unica cosa che esprimeva vitalità erano i suoi occhi di un azzurro penetrante... D'un tratto chiese. "è vero che questa mia pronipote si fidanzerà con Umberto di Savoia l'erede al trono d'Italia?...Sappiate che io disapprovo fortemente non posso tollerare che una mia pronipote vada in sposa a un discendente dell'usurpatore....Sappi mia cara che se lo farai te ne pentirai amaramente. Non conoscerai la felicità."
Profetiche parole....
  Impoverita dall’inflazione postbellica, trascorse l’ultimo periodo della sua vita a Monaco, nel palazzo del fratello Carlo Teodoro, continuando a seguire, attraverso la stampa, le vicende politiche internazionali. Morì a Monaco il 18 genn. 1925. Le sue spoglie, insieme con quelle del marito e della figlia, nel 1938 furono traslate a Roma e nel 1984 a Napoli, nella basilica di S. Chiara. La sua vita ispirò poeti e narratori, come A. Daudet (Les rois en exil), G. D’Annunzio (Le vergini delle rocce), M. Proust (La prisonnière, in À la recherche du temps perdu).